I rintocchi di Praga

Sono qui, seduta sul bordo di questa panchina, con il vento freddo del Nord che mi gela le guance,preannuncia una neve che non tarderà a cadere, un altro sorso di Becherovka aiuterà, resto immobile ad assaporare quest’attimo, il caos prima del silenzio, mentre tutto intorno a me continua a scorrere, la piazza è viva e piena. I camerieri continuano a servire birra nonostante la mattinata sia da poco iniziata,l’odore di gulasch è ovunque, mi manca il profumo del caffè nella mia cucina,la moka che fischia,ma casa mia è lontana, e ho camminato tanto per arrivare fin qui, per poter ascoltare il tempo che scorre. Un violino che intona Mozart mi riportà alla realtà, mi incammino lentamente, facendomi largo tra la folla, i dialetti del mondo si fondono perfettamente con l’aria incantata che si respira in ogni vicolo della città, e questo miscuglio di voci, profumi e luci riempie l’aria e l’anima. L’ora sta per scoccare, il momento che tutti aspettavano sta per arrivare…Che siano orientali o cerulei gli sguardi saranno tutti puntati su di lui. Presto lo scalpitio degli zoccoli e le parole cesseranno, lo Staroměstský Orloj sovrasterà con i suoi rintocchi tutto questo intonato rumore, si narra che persino gli uccelli cessino il loro canto per inchinarsi al rintocco delle campane. Dopo che gli apostoli avran danzato il gallo canterà l’ora, la Morte tirerà la fune e la sabbia del tempo scorrerà tra i rintocchi, il tirchio guarderà male, lo sciantoso avrà da ridire e al lussurioso non andrà bene,ma gli apostoli in ordine anche su di essi veglieranno…. Per un brevissimo istante ogni singola anima si fonderà in quell’unico suono che vagherà nell’aria,facendo della quotidianeità, semplicemente magia.