Una normale vita da pendolare…

Ognuno di noi è passato in #stazione almeno una volta nell’arco della sua vita,e se come me sei italiano e sei del meridione sai che come per molte altre cose, il #viaggio in #treno che sia breve o lungo corrisponde ad un vero e proprio viaggio emotivo, partendo dai saluti con nonna annessa che ti ricorda la sciarpa di lana anche se siamo a luglio ma “Al nordè fa freddo tesoro mio” e nemmeno glielo stai a dire più che stai andando al mare. La mamma che ti rincorre con la parmigiana e ogni scusa è buona per trattenerti un secondo in più, anche se tra qualche giorno sarai a casa… Gli abbracci e i baci sono infiniti e quando ti incammini per la tua strada ti ritrovi a dover competere con quei gran geni di Trenitalia… La valigia che pesa più di te e loro che continuano a cambiare il binario di partenza facendoti sentire una pallina del flipper,l’unico motivo per cui riesci a salire in tempo è l’infinito ritardo dei treni… Prendi posto stipata a mò di sardina sott’olio con tanto di vicino sudato in canottiera quando la solita vocina ti avvisa che resterai fermo in stazione per problemi tecnici altri 5-10-15-30-40 minuti e che vorresti anche scendere ma non sei Mosè ne sei iscritta su facile.it quindi l’unico modo ke hai di uscire è di rompere il vetro,cosa difficile nella modalità pesce sott’olio e così ti infili le cuffie e speri di arrivare presto a destinazione, l’uomo di fronte a te deve pensarla allo stesso modo visto ke continua a guardare l’orologio e a sbuffare, dovrà andare a lavoro, altrimenti davvero non si spiega la cravatta con questo caldo. Dopo l’ennesima canzone in cui Chris Martin ti invoglia a cogliere l’attimo decidi ke con questo caldo l’unica cosa che puoi cogliere sono i pomodori e allora le togli le cuffie,il viaggio sarà lungo, e costerà anche uno stipendio questo telefono ma ha meno durata di un sedicenne alla prima tetta quindi inizi a prestare attenzione al mondo attorno e se ascolti bene puoi captare la voce di una donna che starà sicuramente spiegando la sua ricetta dei puparuol mbuttunat..Ed eccone un’altra si sta lamentando del figlio della dirimpettaia che gli ha fatto la pipì sulla porta, una voce non si sa bene proveniente da dove dietro tutte quelle teste ammassate ribadisce “questi giovani non c’è più rispetto” e tutti improvvisamente vogliono dire la propria,nemmeno fossimo a Forum. In un attimo una massa di perfetti estranei rinchiusi in una lattina di Coca Cola gigante iniziano a parlare come se da sempre si conoscessero e scopri di quella donna che sta andando dal figlio, di quel padre che ha comprato una bambola per farsi perdonare l’assenza o di quella ragazza che andava dal suo amore lontano, e anche se la vocina stridula continua a scusarsi per il ritardo nel vagone nessuno l’ascolta più,qualcuno ha tirato fuori dei taralli,qualcuno un buon bicchiere e il tempo scorre, e poi si parte,finalmente… Gli alberi iniziano a susseguirsi e ogni pascolo e giardino che passa ci avvicina sempre di più alla meta e iniziamo a calcolare mentalmente le cose da fare,le persone da vedere e quel rumore di rotaie ci culla fino a…. Ieri per qualcuno la storia è finita qui. Senza se e senza ma quasi un finale forzato di un scrittore stanco… Un botto,uno scontro e in un secondo sogni e desideri hanno cessato di esistere, semplicemente Fine…Errore umano o errore divino poco importa… È surreale… Provo ad immaginarmi quel treno,quel percorso,quelle anime,l’istante in cui hanno capito che non sarebbe mai tornate in stazione, i loro ultimi pensieri… Come faranno senza il mio lavoro? Chi le leggerà la buonanotte? Si sentirà sola?L’avrei messa la sciarpa nonna…