Donna come le altre…

Oggi è una giornata molto importante per tutte noi e siamo 3 milioni solo qui in Italia. La foto è forte e forse “schifosa”, schifosa tanto quanto l’ignoranza, l’assenza di empatia, il dolore, la solitudine e la cattiveria. Sì, la cattiveria-spesso proprio da parte di altre donne vergognosamente acide.Oggi, dopo anni di battaglie, l’ENDOMETRIOSI è finalmente entrata nei LEA e vedremo in cosa ciò si tradurrà a livello pratico. Però finalmente non siamo più invisibili né malate immaginarie. Abbiamo un nome e forse un’identità lecita nell’esenzione.

L’endometriosi è una patologia metaplastica: si comporta come un tumore, agisce tramite la proliferazione e l’insediamento di focolai in ogni dove. Focolai che crescono, nutriti dagli estrogeni, diventando cisti cioccolato, cioé cisti vive che mestruano e sanguinano creando vere e proprie emorragie interne qua e là. Il sangue, là dove non dovrebbe essere, crea flogosi cronica, tessuto cicatriziale, aderenze e addirittura arriva a mutare e a trasformare la funzionalità degli organi circostanti. Complicazioni dunque di ogni ordine e grado. Complicazioni “segrete” e molto dolore. Un dolore costante e invalidante.

Non si muore di endometriosi ma si può morire a causa delle conseguenze di interventi complicatissimi e delicati. E spesso si muore dentro: si muore dentro quando si diventa sterili a causa di, si muore dentro quando perdi il lavoro perché il tuo dolore non viene creduto, si muore dentro per tutta la vita persa in un letto tra antidolorifici e spasmi, si muore dentro per ogni pacca sulla spalla di chi minimizza, si muore dentro quando non puoi amare e magari vieni pure lasciata per questo. Si muore dentro a causa del ritardo diagnostico che genera danni micidiali e irreversibili e invalidità permanenti che ti fanno sentire una donna a metà. Si muore dentro perché certe terapie ti fanno vomitare “sorci verdi” e modificano il tuo corpo e tutto il tuo equilibrio sistemico.

L’endometriosi non è uno scherzo, né un’invenzione. È quella roba lì che vedete in foto e che si può “toccare con mano”.

L’infiammazione cronica crea poi una sorta di cortocircuito e fa sì che il dolore da nocicettivo diventi neuropatico e il dolore pelvico diventi dolore globale e sistemico perché l’infiammazione porta in giro tossine. Pensate a questa immagine: pensate a una fiamma vicino a un oggetto di plastica. Osservatene il bordo e noterete che, a causa del calore, dopo un po’ si deformerà. Così accade nella nostra pancia.

Queste sono parole di felicità ma contengono anche un solenne VAFFANCULO per tantissime persone stupide e cattive.

Grazie a chi ha reso possibile tutto ciò. Grazie soprattutto alle donne che ne soffrono e al loro impegno infinito fino a qui.